Contraffazione in Thailandia

Merci contraffatte e diritto di proprieta’ intellettuale in Bangkok e in Thailandia

Bangkok e’ la citta’ dove e’ possibile trovare di tutto, originale e non. Soprattutto non.
La contraffazione e’ dilagante in Thailandia
L’infrazione dei copyright e’ un grosso business in Thailandia. Qua ogni anno centinaia di migliaia di merci vengono contraffatte per poi essere vendute a turisti, difficile che qualcuno di loro torni a casa con qualcosa che non e’ regolare. Tali oggetti comprendono le cose piu’ varie dalle piu’ comuni film, orologi, occhiali, vestiti, software alle piu’ straordinarie come le Ferrari, una carrozzeria che le produceva fu individuata nel 2008.
Niente da dire tutti gli oggetti contraffatti appaiono perfetti a prima vista, simili agli originali. La differenza nella qualita’ sta nel loro interno, in cio’ che a prima vista non si vede ed e’ difficile da valutare. Mentre in un primo tempo vi sembrera’ di essere stati furbi, di aver fatto un ottimo affare, la delusione, immancabile, arrivera’ una volta giunti a casa quando dopo un po’ di tempo l’oggetto rivela quel che vale e dato che in questo tipo di commercio il cambio della merce non esiste e ormai siete troppo lontani non vi rimane che fare una sola cosa: vi rassegnate e vi arrangiate ma un consiglio a questo punto non vi arrabbiate, sarebbe stupido farlo dato che non risolverebbe niente.
Se guardiamo le relazioni che su questo ha stabilito la Thailandia la prima cosa che salta fuori e’ che esse non sono affatto positive. Da lunghi anni il Paese e’ perennemente presente nella lista dell’US Trade Rapresentative che prende in considerazione i paesi in cui la legge sul copyright viene violata pesantemente e in cui si producono o si vendono un gran numero di merci contraffatte. Nella lista si riconoscono alcuni passi fatti dalla Thailandia ma l’ammissione che nel Paese la pirateria e la contraffazione sono ancora diffusi largamente fa capire che si tratta di ben poca roba. La Thailandia rimane cosi’ in compagnia di una dozzina di paesi che agiscono contro queste leggi: Cina, Russia, Argentina, Canada, India, Algeria, Cile, Indonesia, Israele, Pakistan, Ucraina e Venezuela.
In Bangkok queste le aree dove si vendono queste merci sono ben conosciute dai turisti, da tempo sono state tranquillamente individuate e comprendono i mercati di Khlong Thom, Sapahn Lek e Ban Mor, i centri commerciali MKB, Pantip Plaza, Fortune Town e i distretti commerciali di Silom e Sukhumvit. Si sa’ dove sono ma di volta in volta si puo’ non sapere cosa dato che cio’ he e’ permesso e vietato puo’ cambiare  rapidamente.
In accordo con quanto sostiene l’OCSE, i prodotti contraffatti comprendono tutti i prodotti realizzati per imitare da vicino l’aspetto del prodotto realizzato da un altro in modo da ingannare i consumatori. Beni di consumo contraffatti sono merci che violano i diritti del titolare di un marchio mediante la visualizzazione di un marchio simile o identico a un marchio protetto o utilizzando un marchio di identificazione, che “non può essere distinto nei suoi aspetti essenziali da un altro marchio registrato. La contraffazione puo’ violare diritti di proprietà intellettuale, i diritti d’autore, marchi e nomi commerciali, la tutela del design, puo’ riguardare la copia di imballaggio, etichettatura, o per altre caratteristiche importanti del prodotto.
Aziende che sono state gravemente colpite dalla contraffazione operano nel software, nel settore musicale, in quello cinematografico nel mercato dei beni di lusso e della moda, abbigliamento sportivo, profumi, giocattoli, componenti aeronautici, parti di ricambio e accessori per auto, e prodotti farmaceutici.
Questo a livello mondiale porta un danno enorme dato che e’ stato stimato che questo tipo di commercio illegale conta dal 6 all’8% del commercio mondiale per cifre che a seconda di chi e di come viene fatta la valutazione variano da 200 a 650 miliardi di dollari.
In Thailandia il Dipartimento della Proprieta’ Intellettuale dichiara che fa del suo meglio per fermare la proliferazione di merci pirata ma il problema probabilmente continuera’ a crescere dato che per la polizia locale dei distretti questo commercio rimane estremamente lucrativo.
Nell’aprile 2012 sono stati aumentati sia le pene che le multe per questo tipo di reati dal Ministro del Commercio. Nel settembre dello stesso anno il Dipartimento ha chiesto aiuto alla Cina per risolvere il problema delle merci contraffatte, alla luce di questo il Dipartimento doganale dello Yunnan dovra’ controllare che tutte le merci dirette in Thailandia non siano contraffatte, questa azione sara’ utile certamente utile, ma occorre ricordare che la Cina e’ uno dei paesi elencati sopra, quindi quanto e’ affidabile?
Oggi nella sua lotta a questa pirateria il governo ha intenzione di tagliare il livello del software pirata al 68% durante il corrente anno, se questo fosse realizzato riuscirebbe probabilmente a persuadere gli Stati Uniti a rimuovere il Paese dalla Priority Watch List, una classifica dei piu’ seri violatori dei diritti di proprieta’ a livello mondiale. Gli Stati Uniti hanno posto la Thailandia in questa lista nel 2007, e da allora il Paese e’ stato sempre presente. L’essere nella lista non comporta nessuna sanzione ma il governo di Yingluck e’ estremamente convinto che la presenza della Thailandia nel numero dei principali contravventori porti vergogna al Paese. Riuscire in questo sarebbe un risultato importante dato che in Thailandia meta’ delle vendite di software pirata in Thailandia lo scorso anno furono condotte online, tale percentuale era del 40% nel 2011 ed e’ stimato che potrebbe arrivare all’80% nel 2013, il governo thai lo scorso ha bloccato 56 siti che erano coinvolti nel commercio illegale, sono stati radiate 182 societa’ che ponevano software privata nei computer che vendevano, inoltre ha controllato una buona parte dell’80% delle compagnie che commettono violazioni per software illegale. Tutti sperano che si possa raggiungere il risultato.
Quel che e’ certo e’ che ancora oggi le merci contraffate si trovano ovunque nella capitale. “Cosa e’ ora in quel luogo…” e’ un mistero che sembra non sia interamente capito neppure dagli stessi thai. Sembra infatti che certi oggetti contraffatti si possano vendere in alcune aree dove la vendita di altri oggetti che, sono permessi in altre aree e’ proibita. Questo fa si che, pur continuando a suggerire l’acquisto di oggetti originali, i compratori che reputano questi troppo cari e non li acquisterebbero mai non sanno dove andare esattamente a fare quei loro acquisti che non dovrebbero fare e che una volta arrivati alla dogana potrebbero metterli nei guai.
In alcuni centri commerciali come Mahnoonkrong (MBK), Fortune Town e Pantip Plaza si vendono copie di software, DVDs e CDs. Da queste parti valige contraffatte e orologi non sono in mostra ma all’MBK ci sono copie di vestiti, camicie, biancheria intima di firme dell’alta moda.
Comprare software privato sembrerebbe non dovrebbe dare nessun problema. Sembra tutto cosi’ facile. Carico il CD nel computer, lo copio, metto la password e, Opla, sono un genio, li ho fregati. Usare software pirata non e’ mai stato cosi’ semplice, ho speso 2,5/5 euro per un oggetto che altri pagano 250. Insomma me lo volete dire o no che sono intelligente.
Ma un vecchio proverbio italiano dice “Non fare i conti senza l’oste” e e’ possibile che aziende che si permettono di pagare centinaia di migliaia di euro per sviluppare un software non siano al corrente delle copie? Lo sono ovviamente! lo sono e se sono in grado di sviluppare quel bel programmino chi dice che non siano anche in grado di ideare qualcosa per difenderlo? “Ai, ai, si, qualcosa si sta’ incrinando”. Ciò che vi e’ stato venduto potrebbe essere una una versione di prova di 30 giorni, che smette di funzionare dopo tale periodo. Nel programma puo’ poi mancarne una parte che richiede di connettersi al sito della casa madre per scaricarlo
Il software pirata usato per essere così facile. Basta copiare il software originale, e installarlo su un altro computer. Poi chiavi di installazione sono state introdotte e le cose sono diventate un po ‘più difficile per un giorno o due fino a quando qualcuno incrinato la chiave ed era tornato alla normalità, ma in questi giorni, anche se è ancora possibile ottenere il software pirata a Bangkok e in Thailandia, le cose sono un po’ diverse. Per cominciare, le chiavi di installazione e il metodo di autenticazione di installazione sono più complicate di tanto tempo fa e il crack o il tasto che ha funzionato ieri, non funzionerà oggi. Se la copia originale prevede aggiornamenti gratuiti voi non li avrete, ve lo faranno installare ma se la casa apportera’ e li apporterà miglioramenti alle copie legali la vostra pirata rimarra’ sempre uguale.
Il classico esempio di copia pirata che non vale niente e’ quella degli antivirus. Questi simpatici programmini che proteggono il vostro computer non hanno tanto lo scopo di proteggerlo dai virus passati, anche, ma sopratutto di difenderlo da quelli futuri e hanno un solo modo per combattere questi collegarsi al sito della casa madre e scaricare quanto necessario, non ci sara’ mica qualcuno che crede che questa permette di fare download a chi ha copie pirata?
Avete visto l’ultimo sistema operativo o programma di grafica la copia pirata probabilmente non funzionera’ completamente, manchera’ qualcosa, ad esempio nel caso di XP, Vista, ecc, i programmi pirata non saranno in grado di scaricare le patch o i servizi pack e questo comprendera’ anche alcuni altri componenti aggiuntivi. Questo vale anche per office, software di database e così via.
Una cosa e’ certa il prezzo per le copie pirata e’ veramente basso, 100/200 baht a dischetto per software che in Italia legali ne costerebbero anche 10.000 (euro circa 40 baht), ma quello che dovreste considerare e che le persone dietro a quel dischetto stanno commettendo un furto. Non hanno fatto niente per sviluppare quanto avete in mano, loro hanno solo fatto cio’ che state facendo voi, hanno solo copiato e non hanno speso un soldo in ricerca e sviluppo per arrivare a quella meraviglia che ora avete in mano. Solo vergogna dovrebbe ricadere su di loro, allungando quei 200 baht con la vostra mano, la vostra faccia non diventa un poco rossa.
Quello dei CD musicali contraffatti e pirata e’ a tutt’oggi un mercato che non riesco a capire come possa prosperare. Internet e informatica dovrebbero aver da tempo dato un bel calcio a questa merce pirata secondo le mie previsioni invece non lo hanno fatto. Da parte mia ho tutto cio’ che desidero per ascoltare musica e tutto cio’ che adopero e’ una tablet con memoria aggiuntiva, quello che offre tanti video musicali che per vederli tutti non basterebbe una vita e di tutti i generi: rock, classica, opera. Prezzo meno di 4 euro al mese. gtunes music download, che avendolo preso da Play Store penso che sia legale. Inoltre ho portato dall’Italia la mia collezione di dischi in vinile e musicassette, circa un 500 pezzi. (una parte della mia collezione di libri invece dei delinquenti me l’hanno rubata). La musica pirata su CD non mi piace il piu’ delle volte viene fornita su un dischetto anonimo su cui non appare niente, una copertina che se riuscite a leggere i brani dovete essere una persona veramente particolare, dotata di super vista e super intelligenza, nella maggior parte dei casi quelle copertine sono fatte talmente male che io, povero cristo, non ci capisco niente. Gia’ a  prima vista si capisce, al contrario dell’originale quella porcheria non contiene nessun lavoro d’arte. Una volta tornati a casa ci si può mettere in poltrona e predisporsi a un’oretta di calma e di ascolto. “Ma che cos’e’ quella roba?”, sarebbe stato molto meglio l’ascolto su un iPod o di un MP3, “Quel CD lo sento ora non funziona, e’ fastidioso e’ uno tutto uno stridere, e che fine ha fatto il mio brano preferito che pure li e’ scritto!” Ma siete sicuri di aver letto bene?
I film pirata sono ai primi posti nella lista degli acquisti di merce contraffatta in Bangkok e in Thailandia. Dato che qua i film escono molto prima e’ bello poter pensare di poter vedere con gli amici un film che in prima visione uscira’ in Italia fra un po’ di tempo. “Sara’ anche in inglese, ma nell’intero Paese, forse, saremo i primi a vederlo”.  Per non fare brutte figure, prima guardatelo da soli. L’offerta sembrava buona “Prendi 5 paga 2” ma mentre lo guardate quel film che molti attendono di vedere nelle sale italiane non vi fornira’ alcun piacere, l’immagine e’ cosi’ povera che e’ quasi inguardabile, l’audio e’ incredibile, scricchiola, tutta la qualita’ e’ veramente indecente, prendete i 5 CD e li buttate via, anche i 3 che vi avevano regalato. Per fortuna eravate stati previdenti, per fortuna non avevate invitato gli amici, dentro di voi vi fate una promessa: “Mai piu’ copie pirata, mai piu’ merce contraffatta!”
Per quanto riguarda vestiti, camicie e simili se devo andare a Bangkok da Udon Thani non perdo certo tempo a cercare abiti pirata. C’e’ troppo di bello a Bangkok in fatto di moda per dedicarsi a una maglietta di Lacoste a 100/150 baht. Questo anche se devo dire che su queste magliette una volta ebbi una sorpresa. Una signora che lavorava nel campo della moda mi disse che il figlio di magliette indossava solo quelle di Lacoste, mi riferisco agli anni ’90, quelle magliette allora costavano in Italia intorno alle 65/75000 lire in Thailandia 100 baht. Mi chiese di vederle, il che fu il giorno dopo. Le esamino’, comprese le cuciture che lei riteneva importanti.. Le sue parole furono: “A vedersi sono uguali”. Invero io sapevo che una differenza c’era quelle magliette dopo un paio di lavaggi sbiadiscono, non sono quasi piu’ da portare. Diversamente dalle originali.
Oggi per gli abiti da tutti i giorni mi servo da una casa che esporta anche all’estero, un paio di pantaloni 250 baht, una camicia da 150, una giacca di quelle che piacciono a me, senza maniche, 850,  e’ roba buona, non sbiadisce, e’ di marca thai. Perche’ dovrei rivolgermi al mercato della moda contraffatta?
Poi scusate, se avete fretta, nei grandi magazzini si paga qualche euro in più ma si ottengono marchi legittimi di buona qualità.
Ma all’improvviso mi sveglio dalle mie riflessioni, venditori si aggirano nell’area con cataloghi regolari di Louis Vitton e informano che tutto cio’ che si trova li e’ disponibile in copie con prezzi che partono da 1,000 baht, una sciocchezza se paragonata ai prezzi reali, 25 euro. Il loro negozio e’ in una macchina che hanno lasciato al parcheggio, ben sorvegliata. Mentre per quanto detto in precedenza vendite sono permesse e alla luce del sole, su questi altri oggetti la polizia picchia duro e quindi occorre evaderne la sorveglianza, e’ strano sono entrambe merci contraffatte e di queste preferenze non si capisce il motivo, o meglio se ne potrebbe individuare uno ma appare incredibile.
Merci i cui originali appartenengono al mondo della moda sono anche vendute liberamente altre parti. Il mercato di Patpong e’ uno dei luoghi importanti per questo tipo di acquisti, in questo mercato che e’ una sezione adiacente a Silom e Surawong Road, si trovano un gran numero di copie di abiti, magliette, gonne, camicie oltre a cio’ qui si vendono orologi che se fossero veri varrebbero un capitale: Rolex, Rado, Breitling, Tag Heuer, Casio e altri nomi con prezzi che durante una contrattazione partono da 1800 baht per scendere fino a 1,000 e se siete bravi anche meno.
Qui e’ diverso dall’MBK, le valige, le borse sono in vista ci sono nomi famosi Prada, Chanel, imitazioni di Louis Vuitton chiamate Joe Louis. Ci sono anche borse targate Louis Vuitton ma che devono restare nascoste, la polizia non scherza su queste cose e darebbe facilmente problemi. Alcuni grandi nomi della moda sono evidentemente assenti cio’ farebbe pensare che alcuni marchi hanno piu’ potere di altri nell’imporre le leggi sulla proprieta’ intellettuale, che pure sono in vigore nel Paesi, mentre altri sono piu’ deboli.
La maggior parte dei venditori viene dal Myanmar, sono immigrati, lavoratori indipendenti, niente e’ loro, sono alle dipendenze di cinesi/thai proprietari di negozi e di questa porcheria che dicono importata dalla Corea piuttosto che dalla Cina. Come sempre i cinesi dominano l’economia thailandese, mi sto’ chiedendo quando succedera’ lo stesso in Italia, a vedere come stanno procedendo i centri industriali che gia’ si son presi in mano, Prato ad esempio, presto credo. Comunque questi uomini e queste donne venuti dal Myanmar non si lamentano, i cinesi tutto sommato li trattanoero bene, guadagno abbastanza, il problema sono le mazzette alla polizia, perche’ non li perseguiti, perche’ non sequestrino le loro merci, sono mazzette che devono pagare ogni giorno, al massimo ogni settimana, se non ci fossero queste vivrebbero bene.
Il mercato di Pratunam vende copie di alta qualita’ che sono per la maggior parte acquistate da persone della media borghesia dell’occidente, del Sud Asia o del centro dell’Africa.
L’area di Nana in Sukhumvit Road, specialmente fra Sukhumvit da Soi 3 a 7, e’ un’altra zona dove sono frequentemente vendute merci contraffatte. Qui si trovano false penne Mont Blanc, ma orologi, borse e valige si trovano piu’ difficilmente che in Patpong. Come in Patpong altri oggetti contraffatti venduti sono scarpe Nike e false marche simili, oggetti sessuali, pillole come Viagra e Valium oltre a biancheria intima Calvin Klain.