La barriera corallina in Thailandia

Con un piede nel Golfo di Thailandia e l’altro nel Mare delle Andamane, le barriere coralline thailandesi offrono agli amanti dello snorkeling, della pesca in acqua salata e dei subacquei una lunga lista di luoghi da visitare tutto l’anno. Le barriere coralline in Thailandia sono per lo più sfrangiate, con coralli espansivi una caratteristica di routine di quasi ogni isola e prominenza sottomarina rocciosa. Ovunque ci siano coralli, i pesci che vivono e si nutrono tra loro sono sicuramente da trovare, creando un mondo sottomarino dopo l’altro da esplorare o pescare.
La barriera cresce assai lentamente: occorrono piu’ di mille anni perche’ la sua altezza aumenti di un metro. Lo scheletro dei polipi morti serve da supporto a nuove generazioni. La grande varieta’ dei coralli conferisce bellezza alle barriere, che ospitano anche pesci multiformi.
Il polipo, il costruttore delle barriere coralline, e’ un animaletto molle, che appartiene alla famiglia dei cnidari, vive per breve tempo allo stato libero, ben presto si fissa e secerne il proprio scheletro calcareo, dentro il quale si innicchia. Il polipo e’ munito di una bocca, circondata da tentacoli urticanti, che gli permettono di catturare il placton di cui si nutre.
Negli anfratti della barriera corallina si nasconde la murena che e’ un terribile predatore di pesci, fra questi pesci, che vivono nella barriera corallina, da ricordare:
● il Chetonde cocchiere il nome che gli viene dal fatto che presenta lunghi filamenti, simili a fruste, sulla spina dorsale,
● il pesce chirurgo, originaria della regione indopacifica, e’ una specie molto aggressiva.
● il pesce angelo imperatore, e’ fra i pesci della barriera corallina che dispongono dei piu’ vasti areali.
● il pesce balestra. E’ detto anche balestra Picasso, perche’ avrebbe potuto progettarlo il celebre pittore.
● il pesce pappagallo, specie gli esemplari giovani, sono difficilmente distinguibili uno dall’altro.
● il pesce pagliaccio a tre bande, vive in stretta associazione con gli anemoni di mare.
Una volta, vicino alla barriera corallina si trovava anche la tartaruga verde, ricercata per la sua carne, il carapace e le uova e’ stata decimata. In effetti il governo thailandese manca di una pianificazione delle infrastrutture idonee alla crescita del turismo e promuove le barriere coralline al turismo senza preoccuparsi della conservazione e senza avere le risorse necessarie per gestirle, i parchi nazionali, ad esempio dispongono di insufficienti risorse umane.
Le acque vicino alla costa della, situate fra il 6◦ N e il 13◦ N, offrono buone condizioni per la crescita dei coralli in Thailandia le barriere coralline lungo il Golfo di Thailandia e il Mar delle Andamane coprono un’area di circa 12,000 km², questi sono distribuiti fra i 300 maggiori gruppi corallini della nazione, di questi solo 16 siti sono considerati parchi nazionali. Questi siti sono divisi in quattro aree, con differenti condizioni oceanografiche, esse sono: la parte interna del Golfo di Thailandia, nella zona di Chonburi, la costa est del Golfo di Thailandia, Rayong e Trad, la costa ovest del Golfo di Thailandia, Prachuap Khirikhan, Chumpon e Surat Thani, la costa del Mar delle Andamane, Krabi, Phang Nga, Phuket, Ranong, Satun e Trang. In effetti le barriere coralline in Thailandia sono barriere in formazione o comunita’ di coralli che vivono in strati piuttosto che composizioni calcaree.Ci sono tre diversi tipi di comunita’ di coralli nel Golfo di Thailandia: comunita’ di coralli, barriere coralline in via di sviluppo e barriere coralline giovani.

La parte interna del Golfo di Thailandia.

Dato che ci sono quattro maggiori fiumi che si riversano in mare in questa zona essa e’ dominata da formazioni di mangrovie. Diverse isole qui hanno formazioni coralline, l’isola piu’ interna Koh Si Chang ha la piu’ interessante crescita di coralli, e’ nella forma di comunita’ di coralli piuttosto che di barriera. La specie dominante di corallo e’ la Porites lutea. Fra le varie comunita’ di coralli di questa zona e’ da ricordare il Diadema setosus, lungo con spine nere simili a uncini, si trova in gran numero. Da notare che le alghe coralline, un importante componente dello sviluppo delle barriere coralline, sono quasi assenti in questa zona. Andando piu’; giu’ nella parte est del golfo ci sono isole lungo la costa ovest, dopo Koh Si Chang c’e’ il gruppo di isole di Pattaya, la comunita’ di coralli di queste isole e’ stata danneggiata a causa del turismo. Le specie dominanti in quest’area sono la Pavona e la Porites lutea. A sud di Pattaya c’e’ l’area di Satthaheep, e’ un’area ristretta dalla Marina. I coralli di questa zona sono in buone condizioni perche’ la marina controlla le isole per un progetto di conservazione delle tartarughe che va avanti da molti anni. Scendendo a sud non si trovano isole.

La costa est del golfo.

Siamo qui nella provincia di Rayong e al largo nel golfo esistono molte isole. Tutte queste isole avevano coralli in buone condizioni ma a causa della pesca con la dinamite e l’incremento del turismo oggi queste barrire coralline sono in pessime condizioni, alcune mancano completamente di coralli, come Ao Praw e Koh Samet. Proseguendo lungo la costa ad est troviamo Chantabury, qui la maggior parte della costa ha formazioni di mangrovie tuttavia dove non ci sono fiumi e vicino a piccole isole troviamo piccole formazioni. Da Rayong a Trat ci sono piccole isole con barriere coralline. Fino a poco tempo fa queste barriere erano in ottime condizione, oggi sono quasi del tutto danneggiate a causa della pesca con la dinamite. Anche la caccia i pesci per gli acquari o per il consumo fatte con l’uso di agenti tossici rientrano fra le cause di questo degrado. Negli ultimi anni certe barriere coralline, come quella di Koh Kradad, sono state completamente distrutte.

La costa ovest del Golfo.

Le barriere di questa zona sono esposte ai cicloni. Circa il 20% dei maggiori gruppi corallini della Thailandia si trovano in questa zona. Chumphon e Surat Thani sono le sole due provincie in quest’area con maggiori gruppi corallini. Nella provincia di Phrachuap Khirikhan, nel nord di questa zona, ci sono alcune isole con barriere coralline da poco formate, queste isole sono santuari per gli uccelli, l’accesso e’ vietato, cosi’ anche i coralli sono protetti. La forma principale e’ l’Acropora. A Chumpon le barriere coralline sono meglio sviluppate nella parte est delle isole. Alcuni coralli tuttavia sono danneggiati per attivita’ illegali di pesca. Piu’ a sud da Surat Thani a Samui, da Pha Nga a Tao i coralli hanno subito severi danni a causa del turismo. Attivita’ di conservazione sono ora cominciate compreso l’uso di boe da ormeggio e campagne di sensibilizzazione.

Il Mar delle Andamane.

Ci sono significative differenze climatiche e oceanografiche fra il Mar delle Andamane e il Golfo di Thailandia che influiscono sulle barriere coralline. Le barriere coralline del Mar delle Andamane sono soggette al ritmo semidiurno delle maree e sono esposte al monsone di sudovest da maggio a ottobre. Approssimativamente il 55% delle principali barriere coralline della Thailandia si trova in questo mare. All’;interno di questa regione ci sono significative differenze di specie, composizione e morfologia nelle barriere. Le condizioni delle barriere e la copertura del corallo tendono a variare con il grado di esposizione ai monsoni, la distanza dalla terraferma, le correnti e i sottostrati. Le barriere a frangia predominano, il gruppo delle Adang Rawi e’ il classico esempio. Ci sono anche alcune comunita’ di coralli dove questi crescono su rocce o in verticale su mura di granito. Non ci sono sostanziali sviluppi di barriere calcaree. E’ questo il caso delle isole Similan e del gruppo delle Koh Phi Phi. Le isole del gruppo di Surin sono considerate fra le piu’ estese, primitive e forse anche meglio sviluppate barriere coralline della Thailandia, altre barriere coralline di maggior significato ecologico comprendono Koh Kradan e Koh Ngai nella provincia di Trat e Koh Damhok, Damkwan e Yong nella provincia di Krabi. Nella parte nord di questa zona Surin e le isole Similan, che sono oggi parco nazionale sono diventato un luogo molto famoso per turisti e divers, cio’ anche se queste isole non possono essere visitate in tutti i periodi dell’anno a causa del mare fortemente mosso durante il periodo dei monsoni. Una parte di queste barriere e’ stata danneggiata dalle attivita’ dei turisti e le alghe sono in incremento. Le attivita’ di conservazione includono oggi l’installazione di boe di galleggiamento e la formulazione di piani di gestione per i parchi. Phuket una volta aveva buone barriere a frangia, oggi ci sono molte barriere coralline ma solo con una piccola copertura di coralli viventi. Il turismo in espansione sembra sia la maggior causa dei danni arrecati alla barriera corallina in questa provincia.
Le barriere coralline di questa zona hanno dovuto far i conti anche con lo tsunami ma incredibilmente gli esperti credono che il danno totale causato dallo tsunami sia abbastanza piccolo. In effetti molta della barriera corallina del Mar delle Andamane era gia’ stata danneggiata prima della tragedia del 26 dicembre 2003, come riportato sopra.
Andiamo ora a vedere alcuni punti interessanti

Shark Point

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Shark Point si trova a 15 miglia a est di Phuket, nel sud-ovest della Thailandia. Chiamato per i docili squali leopardo che vivono lì, la barriera corallina è centrata su tre grandi pinnacoli di roccia. Il più grande di questi rompe la superficie, rendendo la barriera corallina facile da trovare in mare aperto. La barriera corallina è decorata con coralli molli rosa e viola e spugne a botte, e oltre agli squali leopardo ospita una murena, anguille gialle, pesci boxe spinosi, pesci leone spinosi e scorfani e cernie di quattro piedi. Gli squali leopardo sono notturni, quindi durante il giorno vengono spesso trovati a dormire sulle macchie sabbiose dentro e intorno alla barriera corallina. La visibilità di solito è di circa 60 piedi, ma in caso di maltempo, può scendere fino a 15 piedi.

Est dell’Eden

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East of Eden è spesso elogiata come una delle migliori barriere coralline delle Isole Similiane, se non la migliore. Situata nel Mare delle Andamane tra Thailandia e Myanmar, questa barriera corallina è un arcobaleno di coralli molli blu, viola e bianco-rosati mescolati con duri elkhorn e coralli infuocati, insieme a molti anemoni rossi. Il pesce pagliaccio vive tra gli anemoni e l’area è densa di dentici. Si sa anche che il pesce balestra abita nella zona, quindi ricorda di evitare di nuotare sopra di loro. Questi pesci sono ferocemente territoriali e vedono quel territorio come un’area conica che si estende sopra di loro. La visibilità varia tra 60 piedi e 135 piedi sbalorditivi, con le parti più profonde della barriera corallina che riposano in 115 piedi di acqua.

Anita’s Reef

Anita's Reef

Un’altra barriera corallina nelle Isole Similiane, Anita è una barriera corallina frangivento con macchie di corallo mescolate a macchie di sabbia. I coralli qui sono bommie e tempestati di gorgonie. I coralli e le rocce sono abitati da pesci pappagallo rumorosi, pesci pagliaccio colorati e anguille da giardino maculate, mentre i punti sabbiosi ospitano razze. Come nel caso dei Similiani, la visibilità può arrivare fino a 135 piedi. La profondità della barriera corallina di Anita varia tra 20 piedi e 85 piedi.

Koh Ma e Mae Had

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Queste due aree combinate formano la più grande barriera corallina al largo dell’isola tailandese di Koh Phangan. Vicino alla riva, questa barriera corallina è adatta per le immersioni in spiaggia e persino per lo snorkeling, anche se gli snorkeling dovrebbero avventurarsi solo nei giorni in cui il surf è basso per evitare di essere sbattuto contro i coralli e le rocce. Il punto più profondo della barriera corallina è a soli 20 piedi e anche con l’alta marea spuntano rocce frastagliate dalla superficie dell’acqua. La vita marina qui è composta da pesci pagliaccio giocosi, cavallucci marini, pesci coniglio, razze e cernie.