La prostituzione in Thailandia : Polizia e Onorevoli

Anche se il mercato del sesso rivolto a turisti e stranieri può essere considerato palese, l’industria che si rivolge esclusivamente agli uomini thailandesi non e’ mai stata esaminata pubblicamente, per non parlare delle gesta sessuali di insindacabili funzionari thailandesi.

Il sostegno della prostituzione è diffusa negli ambienti politici, come riferito dalla BBC News nel 2003 “la direzione del partito Thai Rak Thai (quello di Thaksin) voleva bandire dal partito quei deputati che avevano amanti o visitavano bordelli. Un deputato disse in un’intervista al quotidiano The Nation che se la regola fosse stata applicata, il partito sarebbe stato solo in grado di mettere in campo circa 30 candidati, rispetto ai suoi più di 200 parlamentari effettivi”.

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Gli atteggiamenti verso le donne degli uomini thai sono stati chiaramente descritti in un’intervista rilasciata dal deputato Thirachai Sirikhan sempre a The Nation: “Avere una mia noi, amante, è diritto di un individuo. Non ci dovrebbe essere nessun problema fino a quando il politico non causa problemi alla sua famiglia o alla società”.

Sia i politici che la polizia sostengono e indulgono nel settore della prostituzione apertamente. Khun Tavich, un veterano della politica a 76 anni è stato sulla graticola nel 2005 per avder messo in cinta una ragazza di 14 anni, che lavorava di fronte al palazzo del Congresso. E’ ben noto, per esempio, che il padre di una femmina, membro del Parlamento, è il proprietario di un salone di massaggio, una struttura abbastanza deluxe con diverse storie di idromassaggio attrezzate.

Come se questo non bastasse Chuwit Kamolvisit, il proprietario di diverse sale di massaggio a Bangkok, considerato da molti un “padrino della prostituzione” in Thailandia, nel 2005 è stato eletto per un mandato di quattro anni alla Thai House of Representatives, ma nel 2006 la Corte Costituzionale lo rimosse dall’incarico. Nel mese di ottobre 2008 ha potuto partecipare fra le persone da eleggere alla carica di governatore di Bangkok, ma non è stato eletto. Egli ha rivelato nel 2003 che alcuni dei suoi migliori clienti erano i politici e alti funzionari di polizia, ai quali ha anche affermato di aver pagato, più di un decennio, più di 1.5 milioni di sterline in tangenti in modo che i suoi affari, il vero e proprio business di vendita di sesso, potessoro prosperare.

Questo puo’ essere facilmente credibile se si pensa che la Thailandia e’ al 78 posto per quanto riguarda la corruzione nella tabella 2010 di Transparency International. In Thailandia e’ ampiamente accettato che ci siano imprese illegali che operano sotto il patrocinio della polizia. Ci sono anche prove che alcuni personaggi della polizia e militari partecipano attivamente in affari illegali. Alcuni dei racket di protezione che riguardano il gioco d’azzardo e la prostituzione si dice che siano nelle mani nell’esercito. Esponenti politici sono coinvolti. Nel corso degli anni diversi deputati si sono detti coinvolto in affari illegali.

Durante raid della polizia in alcuni saloni di Bangkok furono trovati poliziotti che stavano avendo rapporti con prostitute. Il capo della polizia Colonnello Varanvas Karunyathat  disse apertamente che gli ufficiali di polizia coinvolti dovevano necessariamente avere rapporti con le prostitute dovendo ottenere le prove per l’arresto. Questo non e’ stato l’unico caso.

Alcune donne vittime di tratta, che erano state trattenute presso gli uffici immigrazione, furono scortate fuori sede durante la notte con il permesso degli ufficiali e fu ordinato loro di fare sesso con gli ufficiali. In un caso quattro ragazze del Laos furono violentate da un gruppo di detenuti in una stazione di polizia a Rayong, dove si trovavano agli arrestati con l’accusa di ingresso illegale e gioco d’azzardo. Questo e’ un caso veramente strano in quanto le donne detenute per prostituzione devono essere isolate dagli altri detenuti.

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