Perché il Network Marketing NON è un lavoro

l’articolo originale lo trovate qui

Andiamo ad analizzare perche’ il network marketing non viene considerato un lavoro.

Ora immagina di parlare con un tuo potenziale nuovo distributore (incaricato).un amico, un conoscente. non ha importanza

Naturalmente durante la chiaccherata Lui ti parlera’ dei suoi dubbi, fa le sueobiezioni che fanno tutti e tu rispondi tranquillamente. Tutto da copione, ti posso capire

Ad un certo punto , parlando del network marketing, citi  la seguente frase:

“Considera che è un lavoro, ci vuole impegno”.

Ti sembra di aver detto qualcosa di vero, scontato, e utile ma in realtà… Questa frase può uccidere definitivamente la tua trattativa, anche se la persona che hai di fronte firmerà per l’azienda, e ora ti spiego perché…
lui ti guardera’ come un marziano appena atterrato in Sanpietro e ti dira’:
Cosa e’ esattamente il NM? e’ raba da mangiare? Spiegati meglio”

Cos’è il lavoro per l’italiano medio.

Preambolo: quello che segue non è il solito discorso disfattista sul nostro Bel Paese. Io amo l’Italia. Allo stesso tempo è innegabile che molti abbiano un approccio al lavoro… di un certo tipo.

L’Italiano Medio si alza ogni mattina alla stessa ora, fa colazione e va al lavoro.

Appena arriva capisce se è un giorno in cui bisogna darsi particolarmente da fare, o se è un giorno come gli altri.

Se bisogna darsi da fare è perché c’è qualche urgenza o del lavoro arretrato; insomma, per una qualunque causa esterna, lui quel giorno dovrà darsi da fare e, certo come è certo che l’indomani sorgerà il sole, se ne lamenterà per tutta la settimana.

Se invece è un giorno come gli altri, allora farà semplicemente quello che gli diranno di fare.

Non pensa in grande, non fa progetti, non guarda al futuro, non si porta avanti con il lavoro, non va contro nessuna idea e non ne propone di sue; tenta solo di arrivare a fine giornata, agendo di sua iniziativa il meno possibile.

Per l’Italiano Medio, lo stipendio, e quindi il posto di lavoro, è un diritto, come l’aria; non può non esserci, non bisognerebbe impegnarsi per averlo, dovrebbe essere un dato di fatto, dopo tutto c’è scritto sulla Costituzione, o no?!

Bada bene: non sto dicendo che sia giusto o sbagliato pensare al lavoro come ad un diritto, questo non fa parte del nostro discorso, sto solo dicendo che è necessario prendere atto di questa convinzione ben radicata nella nostra cultura.

Il lavoro è uno scambio sicuro.

La cosa più importante da ricordare è questa: per l’Italiano Medio la parola “lavoro” significa uno scambio sicuro di tempo con denaro.

Lui scambia il suo tempo, 8 ore al giorno, per lo stipendio.

Ho detto che lui scambia il suo tempo, NON il suo impegno; l’impegno per lui deve essere nella media, non troppo poco, ma sicuramente non più degli altri.

Nella sua testa, lo scambio è sicuro: 8 ore al giorno del proprio tempo valgono un certo quantitativo di denaro e, giustamente, se non gli arriva lo stipendio a fine mese, si arrabbia, pensa che sia solo una truffa, ed ha perfettamente ragione.

Naturalmente ho esagerato con la descrizione dell’Italiano Medio, era solo per passarti un concetto che è necessario tu padroneggi.

L’Italiano Medio così perfettamente descritto non esiste, ma le sue molteplici varianti esistono, e sono radicate in moltissimi italiani.

Puoi immaginartelo come un piccolo omino che mangia pastasciutta davanti alla TV, guardando la partita se è uomo, o una Soap Opera se è donna; una creaturina che è dentro la maggior parte delle persone.

Giusto per comprendere: non sto dicendo che tutti siano così, ma diciamo che almeno la metà di quelli che sono là fuori lo sono, e sono grillini (sto scherzando!).

La brutta notizia è che, quando dici che il “Network Marketing è un lavoro“, dai da mangiare a quell’omino che si fa sempre più sentire all’interno della testa della persona con la quale stai parlando.

Quando dici che il Network Marketing è un lavoro, in realtà cosa vuoi veramente dire?

  • Che non sono soldi facili
  • Che ci vuole impegno

Che, insomma, si tratta di una vera e propria professione. Perfetto, questi due concetti non fanno una piega.

Purtroppo però, nessuno di questi due concetti arriverà nella testa del potenziale distributore. Ne arriva un altro, un terzo concetto che non avresti neppure sognato di concepire, nella testa della persona con cui stai parlando; lui, senza rendersene consciamente conto capirà:

“Se faccio le cose che mi dicono di fare allora i risultati arriveranno sicuramente, a fine mese avrò almeno il mio stipendio minimo garantito”.

Questo, nel Network Marketing tradizionale, è una grandissima illusione; nessuno ti potrà mai assicurare la riuscita, a patto di non darti davvero uno stipendio o vendere i prodotti al posto tuo o regalarti un assegno.

Nemmeno con il mio metodo potrei garantire la tua riuscita al 100%, figurati con quello tradizionale!

Il problema nasce quando la convinzione del “Se mi impegno, ottengo sicuro qualcosa”, si radica nella testa delle persone della tua struttura.

Questa persona inizierà a impegnarsi… E nel 99% dei casi non otterrà nulla nel primo mese, se non ha alle spalle almeno un paio d’anni in un’attività di network marketing; e abbandonerà l’attività, prendendosela con te per avergli fatto perdere tempo e soldi, per averlo illuso e per averlo ingannato.

Come faccio a sapere che nel 99% dei casi non raggiungerà l’obiettivo?

Perché conosco le statistiche. Le conosco dai report delle aziende, e dai risultati dei miei allievi.

Ma quali sono i motivi? Perché non riuscirà?

Primo, perché gli verrà insegnato il Network Marketing da netStalker, il metodo tradizionale di fare Network Marketing nel quale, ad un certo punto, dopo aver perseguitato amici e parenti, si ritroverà senza nuovi contatti da sponsorizzare.

Secondo, perché inizierà un’attività imprenditoriale, con una mentalità da dipendente che attende il salario a fine mese.

Fare l’imprenditore con la mentalità da dipendente è la cosa peggiore di tutte!

Immagina un imprenditore che crea un’azienda, arriva per primo al lavoro al mattino, torna a casa per ultimo alla sera; per principio, dato che lavora più di 12 ore al giorno, alla fine del mese si dà uno stipendio da 5 mila euro al mese.

Se lo è meritato? Sicuramente sì, ma che risultati ha ottenuto, davvero, che giustifichino quei 5 mila euro al mese? Soprattutto, l’azienda può permettersi di veder uscire dalla cassa aziendale 5 mila euro al mese solo perché l’imprenditore sta seduto in azienda 12 ore al mese?

Quanto durerà un’azienda così? Un mese? Due? Se va bene tre mesi!

Il Network Marketing non è un lavoro, è un’attività imprenditoriale.

E non intendo le solite vuote frasi motivazionali, intendo che va trattato con pratiche aziendali, con un piano aziendale, tenendo conto di tutti i rischi connessi al gestire un’azienda e a fare impresa.

E qui arriviamo al punto focale…

Il Network Marketing è l’unico business al mondo in cui è necessario trasformare ogni persona coinvolta, da dipendente a imprenditore.

Non devi farlo in nessun’altro campo, in nessun’altra attività.

Se però una persona inizia la propria attività di Network sentendosi dire che “è un lavoro“, viene da sé che il cammino verso un agire imprenditoriale sarà vanificato da questo errore iniziale.

Come dover scalare una montagna con uno zaino carico di mattoni sulla schiena; ci puoi riuscire? Forse sì, ma perché fare il doppio della fatica, senza motivo?

Come fare quindi per portare una persona da agire e pensare da dipendente ad agire e pensare da imprenditore?

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